| Pino Cappelli


Nato
a Brescia nel 1942, ha frequentato l'istituto tecnico Benedetto
Castelli dove ha svolto la sua maggiore attività di vignettista
impegnandosi nella libera interpretazione de "La Gerusalemme
liberata" ed altri classici. Ha sempre disegnato per suo personale
divertimento senza mai preoccuparsi che i suoi lavori
riscuotessero successo. Ha sempre evitato di soddisfare le
richieste altrui perchè pensare su commissione uccideva la sua
fantasia e il suo divertimento di libero schernitore. Ha creato
innumerevoli bozzetti illustranti tematiche riconducibili
alle festività natalizie e pasquali, spediti in numerose città
italiane. Ha collaborato come vignettista all'illustrazione di
innumerevoli pieghevoli pubblicitari e pubblicazioni locali. E'
presente alla mostra permanente nel "Museo del sorriso" di Bajardo
(Imperia) con Bruno Bozzetto, Giorgio Cavallo, Paolo dal Ponte,
Sergio Oneta e Fabrizio Zubani.
Esegue Mail Art (Arte postale). Lavora esclusivamente con buste
personalizzate e dipinte manualmente, che viaggiano per mezzo
della posta tradizionale in tutto il mondo. Ha partecipato alla
mostra "Pennini graffianti, brescianità e non" tenutasi a
Palazzo Martinengo a Brescia.
E' vignettista bonario, di segno fitto, che
attribuisce al disegno col tradizionale fumetto di parola la
tessitura d'una rete di comunicazione, attraverso la Mail Art,
l'arte postale. Crea in tal modo un circuito di "gesti corsari" in
spirito di indipendenza e libera invenzione. C'è l'ansia sottile
di una creatività necessaria alla vita, proposta anche nelle
piccole cose come riscatto per tutti. Va ricordato come
antesignano della Mail Art sia stato un personaggio bresciano come
"Giac" Guglielmo Achille Cavellini, che in tal modo tentò di
costruire una ragnatela di comunicazione talmente libertaria,
senza regole e dottrine, che in campo artistico aggirasse o
infiltrasse a macchia di leopardo le barriere del mercato, delle
gallerie, della critica, in nome di un'arte praticata da tutti. A
suo modo si muove con questo spirito anche la disseminazione di
vignette di Cappelli, tutte legate a comunissime, ma spesso
grottesche, surreali situazioni della vita quotidiana, fino a
sciogliersi nel flusso di immagini della comunicazione di massa,
come una sorta di difesa contro una vita priva di memoria,
perfettamente globalizzata, consegnata ad un destino meccanico.
Fausto Lorenzi
www.mail-art.it

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